Pescabivona IGP, la principessa dell'estate

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Circondata dai monti Sicani che sovrastano il suo abitato formando un anfiteatro naturale, Bivona, città siciliana della provincia di Agrigento, cominciò a svilupparsi nel XIV secolo, attorno al Castello, di cui oggi rimangono i ruderi. 

La città si estende su di una collina, alle pendici del Monte delle Rose, nell'alta valle del fiume Magazzolo che l'attraversa, insieme a un altro corso d'acqua denominato Alba. 

A Bivona si trovano circa venti fontane pubbliche le cui lodi erano decantate già da un gesuita a Ignazio di Loyola che qui volle, dopo molti dubbi, costruire un collegio. Infatti la città siciliana è nota anche per i numerosi istituti di istruzione che richiamano numerosi studenti del circondario. 

È nel suo territorio e nelle aree limitrofe che si coltiva la Pescabivona IGP, un frutto di quattro ecotipi di pesco originati ed evoluti nella zona di produzione: Murtiddara o Primizia Bianca, Bianca, Agostina e Settembrina.

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Descrizione
La caratteristica principale della Pescabivona IGP è il sapore dolce e vellutato che la polpa, di colore bianco crema, dà al palato, affermandosi come frutto principe dell'estate. È poi connotata da una notevole consistenza della polpa. 

Ha forma sferoidale con colore di fondo della buccia bianco-giallo-verde e sovracolore di tonalità rosso (l'ecotipo Settembrina presenta frutti con una striscia rossa lungo la linea di sutura). Il colore rosso deve essere inferiore al 50%. 

Il suo tipico periodo di maturazione va dalla fine di agosto ai primi di settembre, ma molto spesso questo arco temporale subisce l'influenza, soprattutto in questi ultimi anni, delle variazioni climatiche a seguito dell'effetto serra. 

Ogni albero di pesco produce in media 30-40 Kg di frutti. Fra le qualità della pianta del pesco si ricorda il suo portamento aperto e l'adattamento alle zone montane e vallive, oltre che una notevole resistenza alle manipolazioni e al trasporto. 

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Area di produzione
La coltivazione è quasi totalmente concentrata in nei comuni di Bivona, Alessandria della Rocca, Santo Stefano Quisquina, San Biagio Platani, dove interessa un'area di circa 510 ettari corrispondenti 38% della superficie destinata alla coltivazione del pesco nel territorio della provincia di Agrigento. 

La coltivazione interessa anche un lembo della provincia di Palermo, in particolare il comune di Palazzo Adriano dove sono presenti pescheti per circa 97 ettari. 

L'area di coltivazione rappresenta quasi il 14% dell'intera superficie destinata alla coltura del pesco in Sicilia
L'area è protetta dal massiccio dei Monti Sicani e ricade all'interno del bacino idrografico del fiume Magazzolo.

L'ambiente biologico del corso d'acqua influenza notevolmente le caratteristiche pedoclimatiche del territorio con risvolti sulla peschicoltura.

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Cenni storici
I primi pescheti si svilupparono negli anni Cinquanta nella zona "S. Matteo". La genesi che ha portato alla nascita della rinomata Pescabivona (nota anche con il nome di "Agostina" in ragione del periodo di maturazione) è alquanto casuale. 

Nasce da mutazioni spontanee che, grazie all'accumulo di variazioni vantaggiose, hanno portato questo frutto a detenere lo scettro della produzione frutticola bivonese, e non solo. 

Negli ultimi anni infatti anche i comuni limitrofi hanno iniziato ad avviare coltivazioni di pescheti, ampliando quella che è la produzione della Pescabivona. 

Oltre alla Pescabivona in seguito sono state ottenute le altre varietà di pesco, grazie sempre a mutazioni spontanee e mai elaborate artificialmente in laboratorio. 

Società Consortile Pescabivona IGP
Via Piazza, 51
92010 Bivona (AG)

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