Ciliegia di Vignola IGP, la croccante

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Ai piedi delle prime colline dell'Appennino Modenese, all'imbocco della valle del fiume Panaro, fra Modena e Bologna si erge la città di Vignola.

Il suo nome deriva dal latino "vineola", piccola vigna, per la coltivazione della vite che in epoca romana era largamente praticata sui terreni alluvionali del fiume Panaro, la cui presenza caratterizzava tutto il territorio.

Oggi la sua vocazione agricola è ancora molto radicata nella zona, tanto che Vignola è conosciuta in tutta Europa per la sua produzione cerasicola.

Prima fra tutte la nota Ciliegia di Vignola IGP, un frutto che è il prodotto simbolo della area geografica di produzione, che con essa si identifica.

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A differenza di altre tipologie di ciliegia, la IGP di Vignola ha dimensioni molto maggiori e questa caratteristica la rende particolarmente apprezzata e ricercata, tanto da giustificarne un prezzo mediamente più alto rispetto a varietà simili.

Caratteristiche
Ha una polpa consistente e croccante ad esclusione della Mora di Vignola. La sua buccia è sempre lucente ma di colore giallo e rosso brillante per la varietà Durone della Marca e di colore dal rosso brillante al rosso scuro per tutte le altre varietà.

Ha un sapore dolce e fruttato e una dimensione minima che può variare da 20 mm fino a 23 mm. In alcuni casi si arriva anche a dimensioni massime che superano i 28 mm.

La denominazione "Ciliegia di Vignola IGP" designa il frutto delle seguenti cultivar di ciliegio: precoci (Bigarreau Moreau, Mora di Vignola); medie (Durone dell'Anella, Anellone, Giorgia, Durone Nero I, Samba, Van) e tardive (Durone Nero II, Durone della Marca, Lapins, Ferrovia, Sweet Heart).

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Gastronomia
La Ciliegia di Vignola IGP si presta a svariati usi: dal più semplice come frutto fresco a fine pasto fino a essere impiegata come ingrediente per piatti più complessi dolci e salati. Per esempio la "ciliegiata", cotta nel vino e nello zucchero.

Ma anche per le marmellate; il classico dolce clafoutis; salse per condire la cacciagione; liquori, come il kirsch o lo cherry. Perfetta anche per la preparazione della frutta candita o sotto spirito.

Zona di produzione
La fascia, formata dal tratto pedemontano del fiume Panaro e altri corsi d'acqua minori, dai 30 metri s.l.m. fino alla quota di 950 metri, costituisce la zona di produzione. Comprende il territorio di alcuni comuni delle province di Modena e Bologna.

Per la coltivazione del ciliegio è possibile scegliere di utilizzarne diverse forme (palmetta libera, bandiera, vaso basso o vaso ritardato) con densità per ettaro fino a mille piante.

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Le varietà precoci sono raccolte dal 1° maggio al 30 giugno; le varietà medie dal 15 maggio al 15 luglio e le tardive dal 25 maggio al 30 luglio. Le ciliegie devono essere raccolte a mano provviste di peduncolo.

Cenni storici
La coltivazione della ciliegia nel territorio di Vignola ha origini antiche e molto radicate. L'eccezionalità delle condizioni pedo-climatiche della zona, infatti, ha fatto sì che la pianta trovasse qui il suo ambiente ideale, diventando col tempo e grazie all'impegno degli agricoltori, la più importante realtà agricola.

Numerosi documenti storici confermano che la pianta è presente, in consociazione alla vite, già a metà dell'Ottocento e negli anni a seguire la produzione e la commercializzazione hanno avuto un andamento costantemente crescente.

Consorzio Della Ciliegia Tipica Di Vignola
Via Dell' Agricoltura, 310
41058 Vignola (MO)
Tel. 059 773645
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