Artemide, la luce per l'uomo

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Fondata a Milano nel 1960 da Ernesto Gismondi, Artemide, giovanissima azienda d'illuminotecnica venne da lì a poco insignita del prestigioso Compasso d'Oro per la lampada Eclisse, la cui realizzazione si deve a Vico Magistretti che la disegnò nel 1965.

Una rapida ascesa, sempre caratterizzata da sodalizi con i migliori architetti e designer italiani e internazionali. Oggi le sue lampade sono indiscusse icone del design Made in Italy.

Sono esposte nei più importanti musei e collezioni di arte moderna di tutto il mondo, dal MoMa di New York al Victoria and Albert Museum a Londra.

Tolomeo disegnata da Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina nel 1986, Nesso creata nel 1965 da Giancarlo Mattioli, Tizio progettata da Richard Sapper nel 1972 e Pipe di Herzog & De Meuron del 2004.

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Sono solo alcuni dei nomi che hanno fatto la storia dell'azienda di Pregnana Milanese, subito diventate best seller e pluri-imitate.

"The human light" è il principio ispiratore che ben rappresenta la filosofia di un marchio che ha saputo coniugare qualità, tecnologia, classe, innovazione e stile.

Il cui obiettivo è realizzare prodotti che nascano dall'esperienza di grandi uomini per illuminare non solo lo spazio ma anche i bisogni. 

Un nuovo modo di concepire la luce nelle attività quotidiane, assecondando gli stati d'animo e contribuendo al benessere di corpo e mente.

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E se un occhio è sempre teso verso creatività e ricerca, l'altro guarda a Piazza Affari dove a breve il brand , reduce da un 2013 da 127 milioni di euro di fatturato, dovrebbe presto sbarcare.

Alessia Bellan


IL SUCCESSO

Gismondi

Ernesto Gismondi, imprenditore e designer, è nato a Sanremo nel 1931. Laureato in Ingegneria aeronautica a Milano nel 1957 e nel 1959 alla Scuola superiore di ingegneria di Roma.

Nel 1959 fonda Artemide. Dal 1981 sviluppa Memphis, laboratorio di ricerca del design d'avanguardia. È stato vicepresidente dell'Adi, ha ricoperto cariche all'Assolombarda. 

Ha partecipato anche ai lavori di varie commissioni ministeriali e ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Triennale.

Come le è nata l'idea di usare la plastica nella sua attività?
«L'idea della plastica nell'arredamento mi è venuta perché io da giovane facevo missili, facendo missili si utilizzava un materiale plastico per costruire la console di comando di lancio dei missili, perché venivano molto bene.

Abbiamo pensato di fare dei mobili di plastica, molto semplici, con questa tecnologia che inizialmente era l'utilizzo della resina poliestere con fibra di vetro, gercottata».

Come ha sviluppato il suo progetto imprenditoriale?
«Quando si è deciso di fare mobili, Artemide faceva lampade, a quei tempi avevo un socio, Sergio Mazza. Lui architetto, io ingegnere, e si è trattato di sviluppare l'azienda.

La fabbrica necessitava di grossi investimenti. Bisognava iniziare una grande struttura industriale per riuscire a fare questo. Ecco ci siamo lasciati come soci, perché io come ingegnere volevo investire, e invece il mio socio preferiva una vita più quieta, con meno rischi e quindi ci siamo divisi».

Quali sono state le difficoltà che ha avuto nel gestire la sua azienda?
«Tutti si immaginano che amministrare un'impresa sia fare delle azioni strategiche, pensare a chissà che cosa, invece gestire un'azienda vuol dire semplicemente avere tante rogne, dover discutere di tante piccole cose, dover vedere tanti problemi.

Qual è la parte, più valida, si può dire simpatica della vita di un'azienda come Artemide?
«È disegnare gli oggetti. è la parte creativa, che è molto più, non dico riposante, perché è difficilissima, è così, molto più aperta, si può fare molto di più, si usa la fantasia.

Il design vuole solamente dire progettare, ecco noi ci permettiamo di aggiungere 'Progettare per l'uomo', noi vogliamo progettare per il benessere dell'uomo».

Artemide Spa
Via Bergamo 18
20010 Pregnana Milanese (MI)
Tel +39 02/93518.1
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www.artemide.com

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