Armani: lo stile del bel Giorgio

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Non è un caso se oggi nel mondo Giorgio Armani è conosciuto da tutti come "Re Giorgio". Che piaccia o no questo stilista, nato a Piacenza nel 1934 e medico mancato, incarna la figura del fashion designer-imprenditore di sé stesso e stratega della sua azienda come pochi altri nel mondo.

La solidità impareggiabile del suo impero globale e multiforme e i suoi astronomici fatturati, frutto di strategie oculate e vincenti, rispecchiano la lungimiranza e l'intelligenza manageriale di un grande creativo che ha saputo definire una sua identità riconoscibile ed ecumenica.

Un gusto distinguibile non solo nell'abbigliamento di lusso ma in tutte le brand extension che sono oggi i corollari della sua cifra stilistica: dai dolci all'hotellerie e la ristorazione haut de gamme, dalle linee sportive agli orologi, dai profumi, il beauty e i fiori agli occhiali e alle linee di arredamento per la casa.

Michael Bloomberg, ex sindaco di New York, ha proclamato il 24 ottobre 2013 "Giorgio Armani day" in omaggio al grande designer di moda: il mito di Armani comincia proprio in America da quella copertina del Time del 1982.

Il ritratto del giovane designer campeggia sulla cover del settimanale americano insieme a una sua modella sopra il titolo "Lo stile del bel Giorgio",  cresciuto dal 1964 al 1973 alla Hitman di Nino Cerruti che lo definiva il suo "stilista".

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Una consacrazione. I divi e i cineasti di Hollywood diventano suoi beniamini e ambasciatori: Michelle Pfeiffer, Glenn Close, Martin Scorsese, che dirige alcune sue campagne pubblicitarie, Michael Fassbender, Leonardo di Caprio, Jodie Foster, Tom Hanks, Kevin Costner, Sofia Loren, Claudia Cardinale, Lauren Hutton.

Oltre a Richard Gere, il primo sex symbol americano immortalato nel cult movie "American gigolò" diretto da Paul Schrader nel 1980 con un guardaroba di scena disegnato per lui dallo stilista italiano.

Grande amante della settima arte e profeta dell'empowerment femminile e del dress for success anni '80, Armani è anche l'assertore di un lusso reticente ma preziosissimo, fatto di ricami e decori che attingono all'Oriente e al gusto déco degli anni '20 e '30.

Il suo stile ieratico e neo-minimalista che oggi si esprime anche nella Haute Couture con la sontuosa linea "Armani Privé", ruota intorno alla giacca destrutturata che è il fulcro di quella che il Daily News nel 1980 ha definito: "la sottile fecondazione incrociata fra moda maschile e femminile". «La mia giacca lascia intuire la sensualità del corpo» aggiunge Armani.

Femminilizzando il blazer maschile e riformando la giacca da donna in chiave sexy e rilassata per farne la nuova divisa della donna in carriera, Giorgio Armani conia il look degli uomini e delle donne del XX secolo.

Uno stile che piace anche alle giovani generazioni, come dimostra la sua collaborazione creativa con popstar del calibro di Lady Gaga, Tina Turner, Ricky Martin e Beyoncé: Armani è l'apripista italiano delle linee young e nel 1981 lancia il prêt-à-porter "Emporio Armani", per vestire i giovani fan del suo simbolo, un'aquila che vola sempre più in alto.

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La foto di Giorgio Armani pubblicata in home page è di Toni Thorimbert.

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