ROMA, GALLERIA GILDA LAVIA RIPERCORRE L'INTERA CARRIERA DI MARIO GIACOMELLI DAL 23 OTTOBRE AL 30 DICEMBRE

Di Redazione

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ROMA, Sono una sessantina di foto quelle che, dal 23 ottobre 2021, verranno ospitate alla Galleria Gilda Lavia di Roma e che ripercorrono l'intera carriera di Mario Giacomelli (Senigallia, 1925-2000).

Arte e vita coincidono e si condizionano a vicenda

La produzione di Giacomelli "è una sorta di lungo film della durata di un'intera vita e le fotografie ne sono i fotogrammi". Un racconto fatto di chiaroscuri, dove dominano i contrasti. Nasce negli anni '50 il suo inimitabile rivoluzionario linguaggio fotografico, che in un'Italia neorealista e a suo agio nei toni di grigio della composizione garbata, risultò letteralmente spiazzante. E' una fotografia pregna di vita, quella del grande Maestro marchigiano, che ama anche "le contraddizioni e le sbavature"."L'immagine è un prodotto di una forza interiore senza volto che esplode dentro lo spazio. Scompongo e ricompongo per significare"scrive Giacomelli nei suoi manoscritti anni '90. Mario Giacomelli, Un uomo una donna un amore, 1960, Courtesy Archivio Mario Giacomelli © Rita Giacomelli. Fu proprio la sua concezione della fotografia e il suo modo di rapportarsi a essa ad aver sorpreso la critica di quegli anni: una fotografia né oggettiva né soggettiva che si aggrappava, come mai prima, alla concretezza del mondo, restituita più vera del reale.

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La mostra romana, dal titolo MARIO GIACOMELLI. Tempo di vivere, curata daKatiuscia Biondi Giacomelli, nipote dell'artista e direttrice dell'Archivio Mario Giacomelli, ci trasporta dunque nel mondo del grande fotografo. L'intento della curatrice è stato quello di "rendere presente il personaggio, l'uomo e l'artista, che ha creato per noi tanta bellezza. Per questo, la struttura della mostra, attraverso la scelta dei materiali e la sequenza delle opere, non segue un ordine cronologico né una divisione in serie, ma si concentra semplicemente sul flusso delle immagini, vivida manifestazione dell'incontro primigenio tra soggetto e mondo, quando si guarda con il cuore ancor prima che con gli occhi". In Giacomelli arte e vita coincidono e si condizionano a vicenda, e persino il suo modo di parlare fatto di evocazioni ci riporta al suo essere uomo e fotografo.

Un contributo audio, trasmesso in loop in galleria, ce lo fa ascoltare, nel suo particolare modo di esprimersi, che trasforma anche le parole in immagini. I pensieri sulla fotografia gli ronzavano in testa continui e imperativi per non distrarsi mai dal suo mondo creativo.
• Mario Giacomelli, Metamorfosi della terra, anni '70, Courtesy Archivio Mario Giacomelli © Rita Giacomelli
• Mario Giacomelli, Questo ricordo lo vorrei raccontare, 2000, Courtesy Archivio Mario Giacomelli © Rita Giacomelli

Il rapporto uomo/natura

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Al centro dell'esposizione c'è il rapporto uomo/natura, che è il tema della produzione giacomelliana, insieme a quello del tempo. Giacomelli, senza mai smettere di cercare il posto dell'uomo nel mondo, in mezzo a tutto questo, lui stesso si sente "cosa tra le cose", parte di un tutto, e qui le gerarchie e le definizioni perdono consistenza e tutto sembra tornare in uno spazio ancestrale, indistinto e accogliente, quello che per un'intera vita l'artista ha rincorso e fatto emergere dalla sua fotografia. In ogni fotografia lui è presente come figurazione del suo stato d'animo nell'incontro con il reale, poiché non esiste oggetto senza chi lo guarda e viceversa. E come apice di un percorso, nel periodo della maturità, l'ultimo decennio della sua produzione interrotta solo dalla morte (2000), l'artista entra fisicamente in scena, con l'autoscatto, veramente cosa tra le cose, e si fa regista e attore di questo film. La curatrice definisce l'arte fotografica di Giacomelli "performativa", in virtù dell'altissimo grado di ritualizzazione dell'atto creativo. Nella mostra cerca dunque di dare seguito alla bizzarra affermazione di Giacomelli, uno dei più grandi fotografi al mondo, che in maniera provocatoria e divertita, ma anche profondamente seria, diceva: "Io non faccio il fotografo, non so farlo". Vademecum

MARIO GIACOMELLI. Tempo di vivere.
Curatore: Katiuscia Biondi Giacomelli in collaborazione con l'Archivio Mario Giacomelli
Inaugurazione: sabato 23 ottobre 2021, ore 18
Galleria Gilda Lavia – Via dei Reti, 29/c Roma
23 ottobre – 31 dicembre 2021
Info: www.gildalavia.com  – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   – tel e fax 06 5803788

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