AMARE LA LETTURA

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Una passione, per me, e certo non solo per me, è quella di leggere. Da bambino, nella mia casa, i libri non facevano parte dell'arredamento e la sola lettura che non fosse considerata inutile, era quella utilitaristica dei libri di scuola. Dunque un dovere, almeno all'inizio, e come tutti i doveri, ingrato e vissuto come fatica.Ci sono volute fortunate rivelazioni e meravigliosi incontri perché scoprirsi che leggere è un piacere: uno, anzi, dei più grandi piaceri della vita. Da allora leggo un libro dietro l'altro, come si accendono i fiammiferi per non avere paura del buio. Il buio dell'ignoranza, il buio della solitudine, il buio della vita.

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«Lei legge a gabinetto? - ha chiesto una volta un giornalista a Umberto Eco -. Certo, ha risposto lo scrittore, perché, lei che cosa fa?». Se guardiamo qualcuno che legge ci appare solo, ma sappiamo che non è così. Chi tocca un libro, è stato detto, tanto più chi lo legge, tocca un uomo, una donna, che lo hanno scritto, entra in contatto con loro tanto profondamente quanto è difficilissimo in un altro modo entrare in contatto con una persona. Si può discutere con quello che si legge e con chi lo ha scritto, ma ci si può anche identificare in un modo straordinario, come se le parole che si vanno leggendo, le idee che formano, le storie che raccontano, i personaggi che inventano, scaturissero da dentro noi stessi, dove scopriamo che in un certo modo esistevano già; come lo scrittore, mettendole in forma, misteriosamente avesse voluto propriamente farne germogliare l'esistenza dentro di noi.

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Si crede, di solito, che il leggere sia un gesto passivo, un semplice ricevere ciò che ci viene dato da chi ha scritto. Sappiamo quanto questa idea sia falsa e comunque molto riduttiva. Leggere è in un certo senso riscrivere, ricreare, rivivere. Lo dimostrano le innumerevoli letture che diverse persone possono fare dello stesso libro. E non solo persone diverse. Un libro è un mondo, certo, ma è cosa morta, terra disabitata se non viene vissuto e fatto vivere dal lettore, che a sua volta, rendendolo cosa viva, se ne nutre. Leggere significa vivere. È solo se si ama la vita che si leggono e si amano i libri. I libri possono consolare, è vero, o turbare, ma non possono sostituire l'amore per la vita, ne fanno parte: Se si affievolisce l'amore per la vita, scema anche il piacere di leggere.

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Così, per esempio, come con l'età si affievolisce la spinta all'esplorazione, alla scoperta e aumenta la necessità di tirare le somme, di dare un senso alle esperienze, allo stesso modo il piacere di leggere si affianca sempre di più, con il gioco della memoria, a quello di rileggere. Jorge Luis Borges, il grande scrittore argentino, soleva dirsi più orgoglioso dei libri che aveva letto che di quelli che aveva scritto e in un suo poema si scusa se il caso vuole che lui sia l'autore di quel componimento. È possibile, dice Borges, che tu, lettore, migliore di me, metta in questa poesia più bellezza è verità di quanto io sia stato capace di fare.

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