Grande numeri e grandi vini al Merano Wine Festival 2014

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"Sfioriamo le 10mila presenze, per un indotto stimato in circa 6 milioni di euro" così Helmuth Köcher, a caldo, appena chiuse le porte del Kurhaus sulla sue edizione numero 23 del Merano Wine Festival. 

La piccola cittadina in riva al Passirio ha riposto nel cassetto un'edizione che si è svolta all'insegna dei grandi numeri.

Per nulla scontato, visto il periodo di crisi che stringe la cinghia a molte famiglie e aziende, il suo successo sta a dimostrare che la forza magnetica di questo evento ha davvero qualcosa di speciale.

Kurhaus e Gourmet Arena sono stati il cuore di una tre giorni che ha portato il meglio dell'enogastronomia italiana e internazionale a Merano.

I circa 6800 biglietti staccati, i tantissimi produttori e gli addetti presenti, gli organizzatori costretti per alcuni momenti a chiudere le porte per limitare gli accessi e consentire il ricambio dei visitatori, sono la dimostrazione che siamo di fronte e un evento che ha consolidato nel pubblico degli appassionati la sua fama indiscussa.

Oltre alle frequentatissime sezioni classiche del festival - bio&dynamica, Culinary, Chef's Challenge, Beer Passion, Club Excellence, Wine Master Classes - due eventi specialissimi hanno rappresentato la punta del successo di questa edizione, sia come numeri sia come motivo di interesse. 

Cult 2014, uno spazio che ha raccolto i 41 pionieri del vino italiano selezionati con cura da Helmuth Köcher, e il Wine World Economic Forum, un workshop - tavola rotonda con grandi nomi dell'enologia italiana - che ha definito le linee del comparto dal punto di vista della sostenibilità e dell'export.

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Alcune chicche particolari hanno poi costellato il percorso di questa edizione: il Premio Godio, intotolato al pioniere della cucina altoatesina di qualità con il suo ristorante Genziano a 1.900 metri in fondo alla val d'Ultimo.

Il riconoscimento è andadto quest'anno all'Orso Grigio di Ronzone, ai fratelli Cristian e Renzo Bertol. A seguire il premio dedicato al grande chef Andreas Hellrigl che quest'anno la commissione ha consegnato a Norbert Niederkofler del St. Hubertus dell'hotel Rosa Alpina di San Cassiano in Badia.

Infine, per quando riguarda il settore "gusto" un evento tutto meranese realizzato dalla birreria Forst. Come ogni anno da ormai tre anni, la grande azienda di Foresta si impegna nella creazione di una birra speciale.

Lo scorso anno su la "birra al Lagrein", quest'anno abbiamo avuto il piacere di assaggiare il "pane liquido" per la quale sono stati usati tre tipi di cereali: segale, orzo e mais.

All'hotel Terme, abituale sede delle degustazini guidate - anche quest'anno apprezzatissime - è stato proiettato il film di Ferdinando Vicentini Orgnani "Vino dentro" alla presenza dello stesso regista.

Merano quindi si è ancora una volta confermata la capitale italiana del vino e il festival di Hemuth Köcher ha ulteriormente consolidato la sua già notevole fama.

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