Hack, l'amore per le stelle

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Aveva compiuto 91 anni il 12 giugno. Era ricoverata da una settimana all'ospedale di Cattinara, aTrieste, per problemi cardiaci. Ma i suoi occhi azzurri e la tenacia sono rimasti nella mente di molti italiani. Margherita Hack aveva deciso di non farsi operare al cuore nonostante un riacutizzarsi di alcuni problemi cardiaci.

"Preferisco così, volevo stare in pace, inutile campare cinque anni di più e male, meglio stare a casa con il mio lavoro e i miei animali", aveva spiegato nella sua ultima intervista. Aggiungendo una nota ironica: "Così faccio anche risparmiare l'Asl".

Era nata a Firenze nel 1922 dove si laurea in Fisica nel 1945. Fino al 1992 ha insegnato astronomia all'Università di Trieste. È stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico. Era nota anche per il suo impegno sociale e politico.

Membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society, è stata anche candidata con la sinistra alle elezioni regionali, nel 2005 in Lombardia e nel 2010 nel Lazio. Nel 2006 e alle ultime elezioni si è candidata anche a quelle politiche: fu eletta nelle file del Partito dei Comunisti Italia, ma lasciò il seggio per tornare a occuparsi di astronomia.

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Nata da padre protestante e madre cattolica, Margerita Hack si era laureata con una tesi di astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle variabili. Negli anni e nei suoi studi ha sempre negato la possibilità dell'esistenza di Dio, tanto da diventare anche una paladina dell'ateismo militante.

Margherita Hack sposò Aldo De Rosa nel 1944. "Io avevo 11 anni e lui 13″, raccontò la Hack parlando della sua storia d'amore. "Ci incontravamo ai giardini pubblici. Giocavamo a guardie e ladri, noi s'era sempre i ladri. Facevamo anche grandi tornei di palla e corse di resistenza.

Ci arrampicavamo sugli alberi, e io lo battevo sempre. Ci siamo ritrovati all'università e a dire il vero ci eravamo piuttosto antipatici. Si leticava sempre, non mi ricordo poi com'è finita che ci siamo innamorati e addirittura sposati. Aldo è un'enciclopedia vivente che consulto in continuazione", continuava Margherita Hack. "Imprevedibile, timido, sognatore, come un extraterrestre, il mio opposto".

Le nozze arrivarono insieme con la conversione antifascista della scienziata. "Io non avevo nessuna voglia di sposarmi", proseguiva Margherita Hack. "Considero il matrimonio una cosa inutile. In chiesa poi! Mi vergognavo come un cane.

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Ma i genitori di Aldo erano religiosi, erano credenti, ci tenevano... Il mio abito da sposa? Un cappotto rivoltato. Celeste, credo. E cosa portavo sotto non me lo ricordo neppure. Niente di speciale comunque.

Anche Aldo aveva un cappotto rivoltato. Una cerimonia semplicissima, eravamo sette o otto persone in tutto. Nessun pranzo di nozze. Andammo lui e io da soli a mangiare in una trattoria a piazzale Michelangiolo. Mangiammo certi spaghetti al pomodoro così cattivi che ancora me li ricordo. Ci voleva la tessera per mangiare: si staccavano i bollini".

"Mai, mai. Noi i figlioli non li si voleva", diceva ancora Margherita Hack parlando di lei e del marito Aldo De Rosa. "C'è chi è portato e chi non è portato: io non sono portata. Da ragazza poi mi dava molta noia tutta quella propaganda di Mussolini secondo cui le donne dovevano fare figlioli per forza, e anche tanti. Anche oggi c'è molta retorica attorno alla maternità.

Io preferisco i gatti. Mi hanno cresciuta nel modo più libero, senza ancorarmi ai ruoli femminili, inculcandomi due valori fondamentali: la libertà e la giustizia. Una grande fortuna per me". Infatti, Margherita e Aldo accudivano un cane e tre gatti.

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Nel 1980, Magherita Hack diede vita presso l'università di Trieste a un "Istituto di Astronomia" che è stato poi sostituito nel 1985 da un "Dipartimento di Astronomia", che la scienziata ha diretto fino al 1990. Dal 1982 Margherita Hack ha inoltre curato una stretta collaborazione con la sezione astrofisica della 'Scuola internazionale superiore di studi avanzati'.

Margherita Hack nella sua lunga carriera e nei suoi studi scientifici ha alternato la stesura di testi scientifici universitari alla scrittura di testi a carattere divulgativo. Il trattato "Stellar Spettroscopy", scritto a Berkeley nel 1959 assieme a Otto Struve (1897-1963), è considerato ancora oggi un testo fondamentale.

Nel tempo Margherita Hack ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista "L'Astronomia" di cui è stata a lungo direttore. Nel 1980 ha ricevuto il premio "Accademia dei Lincei" e nel 1987 il premio "Cultura della Presidenza del Consiglio".

Mauro Carena

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