A Milano la mostra Bit by Bit di Sergio Coppola

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Sarà inaugurata il 20 maggio 2015 a Milano, (Spazio Chiamamilano) Bit by Bit di Sergio Coppola la, mostra fotografica personale, dedicata all'industrial designer dell'high tech, ricercatore e creatore di prodotti innovativi. 

La personale ha un titolo inusuale che stravolge gli stereotipi della fotografia come "fermo immagine" e diventa trasformazione e rappresentazione della dimensione multimediale in cui tutti noi quotidianamente ci confrontiamo, uno spunto critico per analizzare l'arte classica ed attualizzarla con risultati tecnologici. 

Sergio Coppola, noto designer negli anni Settanta, ha un'attenzione particolare ed attiva per Milano, città in cui vive e lavora. La sua mostra Bit by Bit, innovativa e provocatoria, desidera appunto focalizzare l'attenzione del pubblico sulle ricchezze artistiche e museali milanesi in concomitanza con l'Expo2015.

Cinque le opere scelte e rielaborate da Sergio Coppola; cinque opere famosissime per cinque altrettanto famosissimi luoghi d'arte di Milano:"Ritratto di giovane donna" di Piero del Pollaiolo, Museo Poldi Pezzoli; "Sposalizio della Vergine" di Raffaello, Pinacoteca di Brera.

Ma anche il "Ritratto di Musico" di Leonardo da Vinci, Pinacoteca Ambrosiana; "Madonna del Libro" di Vincenzo Foppa, Pinacteca del Castello Sforzesco e "L'uomo Vitruviano" di Leonardo da Vinci, Palazzo Reale per EXPO2015.
Sergio Coppola, utilizzando strumenti digitali, trasforma questi capolavori in lavori astratti.

Le opere, attraverso un'elaborazione computerizzata da lui sperimentata, diventano segni con aspetti cromatici e percettivi del tutto nuovi; altrettanto le caratteristiche estetiche e visuali sono trasfigurate e rese pure entità digitali, per l'appunto Bit by Bit.

Nascono così oggetti fotografici con una nuova espressione visiva, fusioni tra arte e design, in formato 50x50 su carta Fineart mat, stampe numerate da uno a cinquanta e firmate singolarmente dall'autore.

La mostra, a ingresso gratuito, resterà aperta fino al 31 maggio 2015. La comunicazione della mostra è curata da Cinzia Maria Orsini di CreaconCultura.