Riapre il Castello di Gallipoli

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Dopo anni di chiusura e incuria, da sabato 5 luglio spalanca i battenti il Castello di Gallipoli: nelle sale, nei torrioni, nelle gallerie e nei corridoi del maniero della città bella troveranno posto mostre e produzioni culturali.

Uno spazio per iniziative di respiro internazionale curato da un pool di aziende con il coordinamento generale di Luigi Orione Amato e la direzione artistica dell'architetto Raffaela Zizzari.

Dopo aver rilanciato il Castello Aragonese di Otranto e aver accolto oltre 250 mila visitatori con le mostre di Joan Mirò, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Andy Warhol e Giorgio de Chirico, lo stesso gruppo di aziende e professionisti lancia una nuova sfida.

Aprire, per la prima volta al pubblico, dopo anni di chiusura e incuria, il Castello di Gallipoli. Il raggruppamento di imprese ha vinto il bando, fortemente voluto dall'amministrazione comunale di Gallipoli e in particolare dal sindaco Francesco Errico, per mettere in sicurezza, rendere fruibile e gestire l'antico maniero.

Dall'Adriatico allo Jonio la sostanza non cambia: competenza, passione, cura dei dettagli, innovazione, arte ed eventi per riconsegnare agli abitanti, alla Puglia e soprattutto alle centinaia di migliaia di turisti che ogni anno affollano la città bella, un patrimonio da troppi anni nascosto.

Il claim della campagna di comunicazione apparsa in queste ore è, infatti, "Si chiude un'era. Apre il Castello di Gallipoli". Nelle sale, nei torrioni, nelle gallerie e nei corridoi troveranno posto mostre e produzioni culturali, uno spazio per iniziative di respiro internazionale.

L'apertura al pubblico è prevista da sabato 5 luglio (luglio e agosto ore 10-24; settembre ore 10-21).

Il castello si erge all'ingresso del borgo antico di Gallipoli, città da sempre fortificata e, per la sua posizione strategica, contesa. È circondato quasi completamente dal mare. Ha pianta quadrata con torrioni angolari, di cui uno poligonale.

Nei periodi successivi furono effettuati numerosi interventi di ristrutturazione e fortificazione. I lavori più importanti vennero progettati dagli Aragonesi.

Quando il Duca Alfonso di Calabria venne nel Salento tra il 1491 e il 1492, condusse con sé il celebre architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini e volle che questi rinnovasse le fortezze salentine secondo i progressi dell'arte della guerra, che tendeva ad abbandonare la conformazione quadrilatera ereditata dal sistema romano per passare al pentagono.

Il senese, non potendo demolire e ricostruire ex novo, ideò il "Rivellino" mediante il quale rese di forma pentagonale l'intero maniero.

Prima dell'Unità d'Italia, quando nel 1857 il castello venne radiato dal Novero delle fortezze del Regno Borbonico, perse la sua funzione difensiva, ma mantenne e anzi intensificò la sua funzione civile e soprattutto commerciale. Durante il 1800 divenne deposito di sali e tabacchi, oltre che sede della Dogana nel 1882 e, successivamente, sede della 17^ Legione della Guardia di Finanza.

Nel 2014, in soli sei mesi, è stato reso fruibile un percorso di visita che mira a ricostruire la storia della città e dell'antico maniero, senza alterarne il carattere e senza avere la pretesa di essere un restauro integrale del monumento che richiederebbe ben altre risorse per ritornare agli antichi splendori.

Sino al 28 settembre le sale del Castello ospiteranno, inoltre, "Scatti di cinema, la Puglia al cinema", realizzata da Apulia Film Commission e curata da Daniele Trevisi.

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