Sotto il vestito la crisi

moda1tgjpgSi respira un'aria strana a Parigi. Spesso si associa il mondo della moda al bello, alla fantasia, alla seduzione. Poi vengono fuori notizie che non vorresti mai sentire. Dopo il licenziamento di John Galliano da Dior per le sue frasi antisemite in un caffè del Marais, si scopre che la crisi personale dello stilista è iniziata nel 2007 dopo la morte del compagno Steven Robinson ed è peggiorata dopo il suicidio di due suoi cari amici come Isabella Blow e Alexander Mc Queen.

Nemmeno ventiquattro ore dopo si viene a sapere che Christophe Decarnin, il designer a capo di Balmain, non ha salutato il suo pubblico perché si trova da un mese in una clinica psichiatrica per "stress da stanchezza accumulata".Non era mai successo nella storia che, a una sfilata di moda, si sia parlato di Olocausto, di campi di sterminio, di tragedie immani. Eppure è proprio ciò che ha fatto Sidney Toledano, il Presidente di Dior. In piedi sulla passerella dove pochi minuti dopo ancheggeranno le ragazze in minigonna a palloncino e stivaletti, il manager ricorda a tutti che la sorella di Christian Dior fu deportata a Buchenwald durante la guerra.

A fine sfilata escono in passerella sarti e lavoranti in grembiule bianco. E' una standing ovation calorosa che si scioglie in un applauso lungo e sentito.Per fortuna ci sono momenti allegri: da Thierry Mugler (oggi disegnata da Nicola Formichetti) sfila Lady Gaga, da Vivienne Westwood è seduto in prima fila Boy George, in testa un cilindro di paillettes blu elettrico. La passerella della stilista inglese è glitterata, le ragazze sono donne forti che si mettono addosso un cardigan di lana stretto in vita da una cintura, una gonna di flanella grigia a sbuffo, un minishort di jeans. Un'ora prima aveva dato una lezione di stile Alber Elbaz, il direttore creativo di Lanvin. La sua parigina è sofisticata, sceglie un tailleur tre pezzi, una mantella, un tubino nero. Per la sera colori accesi per abiti corti con le maniche a sbuffo. L'astro nascente di questi giorni è Haider Ackermann con la sua collezione "liquida", scivolata sul corpo delle modelle.

La tavolozza si declina sui toni del blu e del nero.Chic e disinvolta la ragazza di Rochas, disegnata da Marco Zanini: tra i must un soprabito corallo che ognuna di noi si infilerebbe domani mattina. Splendidi anche i cappotti dalle linee asciutte di Céline: grigi melangé, zafferano o bordeaux. Vionnet (con il designer Rodolfo Paglialunga) mette in scena un guardaroba anni settanta con i vestiti-chemisier, le calze velate, i cinturoni alti. Viktor & Rolf puntano sulla donna-armatura, vestiti e cappotti sono corazze con maniche e colli rigidi, poi, a sorpresa, arriva una camicia che è un velo. Osé? Molto. Volumi ben costruiti anche da Costume National, giacche e parka hanno il cappuccio removibile, i pantaloni sono smilzi, i tacchi alti e geometrici. Da Hermès c'è una new entry, Christophe Lemaire. La sua donna è una Diana cacciatrice chic con tanto di saccoccia per le frecce, un po' fissata con la pelle tanto da infilarsi un paio di pantaloni che sono un tutt'uno con gli stivali. In casa Kenzo, Antonio Marras omaggia tre donne rivoluzionarie: Frida Kahlo, Tina Modotti e Georgia O' Keefe.

Il look è etnico, i vestiti sono lunghi a motivi cashmere ma lo stilista sardo non rinuncia ai fiori, un tratto distintivo della griffe.L'allegria della Ville Lumière, malgrado tutto, non si smentisce. Ogni sera un party o un opening come quello di Delfina Delettrez che presenta i suoi gioielli a tourbillon o decorati di api-operaie. Festa anche da Ermanno Scervino che ha aperto una boutique al 18 di Faubourg Saint Honoré. Karl Lagerfeld, invece, riceveva insieme a Diego della Valle, nell'Hotel particulier Salomon de Rothschild per presentare la sua seconda collaborazione con Hogan. Una sfilata che è sempre una festa è quella di Jean-Paul Gaultier. Questa volta omaggia una borghese senza età, chignon alla Kim Novak, gonne strette anni Cinquanta un po' retrò, tanta pelle e sovrapposizioni di tessuto. In passerella apre e chiude la sfilata Valérie Lemercier, un'attrice comica francese molto simpatica.

Articolo pubblicato sul sito dell'Espresso.