A Roma sfila con IED la moda da toccare

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I giovani restano la speranza fondamentale in un mondo dal futuro incerto dopo la globalizzazione dell'inquinamento urbano e i rischi, oggi sempre più incombenti sulle comunità di tutto il mondo, di un tracollo dei valori etici che in tempi diversi hanno guidato le civiltà ai più alti fastigi del loro sviluppo.

Insomma, yes we can, c'è speranza se mandiamo però avanti le giovani leve: questa sembra essere la cifra di ottimismo di IED (Istituto Europeo di Design) di Roma nella sfilata 'Touch me' che è andata in scena qualche giorno fa a Roma sotto la direzione artistica di Paola Pattacini e con lo styling di Karolina Gendek D'Andrea e di Antonio Capobianco.

Il tutto inserito nell'ambito del calendario di Altaroma, proponendo a un pubblico selezionato le creazioni sperimentali e ricche di inventiva sartoriale- 'moda che vuole essere vissuta, indossata e toccata'- di 21 giovani designer (17 di fashion design e 4 di Design del gioiello).

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Sulla scorta del grande successo internazionale del progetto creativo ecologista e sostenibile 'The Time is now!' realizzato dalle sedi IED italiane in collaborazione con CID Detox e Greenpeace Italia e che ha animato la kermesse di Pitti Uomo di qualche settimana fa, IED Roma che non vuole essere da meno, ha presentato le idee iperboliche dei suoi migliori giovani talenti.

Alcuni diplomati del terzo anno dei corsi triennali di Fashion Design e di Design del Gioiello selezionati da una giuria di qualità composta da esperti del settore e giornalisti hanno calcato la prestigiosa pedana del Pratibus District di Viale Angelico, location delle due ultime edizioni, di gennaio e luglio 2019, della kermesse Altaroma.

E a giudicare da quel che si è visto in passerella i giovani virgulti di IED Roma non sono certo a corto di idee e la lezione, quella della cultura del progetto approfondita con esiti felici e propugnata dal fondatore di IED Francesco Morelli che credeva per i giovani in una 'galassia di opportunità nel mondo intero', l'hanno appresa come si deve.

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Due i filoni dei final work dei ragazzi: da una parte lo streetwear più incendiario ed edgy e dall'altro la couture ma quella vera, resa più portabile e giovane sempre aggiornata alle nuove tendenze con soluzioni di qualità.

"E' stato bello vedere nel backstage come i nostri studenti sappiano aiutarsi a vicenda e fare squadra-ha commentato Paola Pattacini, direttore IED Moda Roma-i nostri studenti si sono confrontati con il ritorno alla manualità, alla tradizione e alle lavorazioni artigianali senza dimenticare il supporto che hanno potuto trarre dalla tecnologia che in Touch me diventa un ulteriore stimolo per la creatività".

Accanto alle plissettature e agli shorts gioiello di garza di Eleonora Barcaroli e ai merletti, alle maniche Ottocento e ai pizzi sangallo molto couture di Martina Micuccio che si è ispirata alla sua Capri, si sono distinti gli accenti punk e sportswear degli accessori di Ilaria Dessì, i leggings di vinile e i pants arricciati solcati da treni di bottoni di Lorenzo Formichetti e Maria Adele Pellicelli e il mix esplosivo di tartan, pois, vinile, Principe di Galles nei cappotti anarchici di Elisa Rossi.

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Degno di nota il progetto 'Parcae' di Cecilia Fefé, Andrea Luis Berger e Rom Uzan. Presentato già a Firenze per "The time is now!" questo gruppo di creazioni attinge ai drappeggi della Grecia classica e al filo delle Parche.

"La felice combinazione fra alta sartoria e ricerca tecnologica ha dato vita a una selezione di progetti talmente intensa da poter essere sentita in profondità anche senza poter essere toccata" ha dichiarato il direttore di IED Roma Laura Negrini che in IED ha diretto per dieci anni il dipartimento di Design.

Ma non è tutto. Il fashion show dei diplomati IED di quest'anno arriva a poche settimane da un importante riconoscimento per lo IED: l'inclusione nella classifica annuale 'The best Fashion Schools in the world' per 4 categorie di premi elaborata dalla prestigiosa rivista Business of Fashion (BOF) frutto di una selezione da parte del BOF Education Council, composto da 12 esperti nell'istruzione e nella moda.

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Enrico Maria Albamonte

Credits ph: Luca Latrofa

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