Milano Moda Uomo PE 2018, il gioco della passerella

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Incrociare percorsi diversi fra formale e streetwear, giacche e pantaloni da jogging, felpe e tute couture corteggiando i millennials che sono oggi una fetta di mercato molto appetibile. E anche i dominatori della scena fashion.

La rete ci guarda e controlla ogni aspetto della nostra vita come conferma il film 'The circle': si creano nuove tribù metropolitane e il formale puro viene abbandonato in nome di una nuova nonchalance, libera e leggera.

Nelle collezioni di menswear che hanno calcato le passerelle della Milano Fashion week per la prossima primavera-estate 2018, tutto è forza e fragilità, naturalezza e wowness, in nome di una sintesi degli opposti.

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Lo dimostrano i fumetti di Miuccia Prada che ha decorato la sala della sua sfilata con i disegni di Ollie Schrauwen e James Jean e Fendi dove Silvia Venturini Fendi ha reinventato il linguaggio del fridaywear esplorando nuovi codici alla ricerca di una nuova euforia di colori e lavorazioni.

Tutto è ibridato, la pelle col nylon, il velluto a coste con la maglia leggera, l'Oriente con l'Occidente come insegnano Giorgio Armani da Emporio Armani che rilegge il mondo dei samurai e Salvatore Ferragamo dove per il coté delle collezioni maschili Guillaume Meilland sta facendo un buon lavoro.

Combattere gli stereotipi sembra fondamentale anche da Versace dove l'omaggio all'archivio di Gianni Versace, scomparso quasi vent'anni fa, diventa lo spunto per formulare un neoclassicismo di matrice cyber dove tutto diventa imprevedibile perché così vogliono i Millennials.

PRADA PLEIN SPORT580

Lo sportswear è in primo piano alternato a un formale più spensierato e colorato come insegnano Dolce&Gabbana che organizzano due sfilate: una più pletorica per il vasto pubblico dove i tarocchi e gli abiti in tecnicolor convivono con parka e bomber ricamati e l'altra più intima dove sfilano i modelli super top della maison con abiti tailored pennellati addosso.

Prevale la dimensione ludica ed evanescente della moda, la sua liquidità nel tentativo di interpretare un presente futuribile dove regnano i contrasti.

Anche gli accessori sono divertenti e sfiziosi: da Fendi la pochette si alterna alla shopper, da Salvatore Ferragamo la borsa weekend è preziosa e capiente.

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Tutto è giocato nel segno dello show-wear: Wolf Totem e Philipp Plein ciascuno partendo da matrici estetiche opposte (Wolf l'Oriente e Plein l'Occidente) portano in pedana divertissement tridimensionali e virtuosismi di decori e ricami moltiplicando l'effetto scenico dei capi.

Perché oggi ci si veste un po' per sé stessi e un po' per stupire, fra chic e shock.

Augusto De Sanctis

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