A Firenze Pitti Uomo si riconferma vetrina di eccellenza e novità

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Per l'edizione 92 dedicata alle collezioni primavera-estate 2018 i buyers internazionali e italiani eleggono Pitti Immagine Uomo come punto di riferimento globale per la dimensione lifestyle e lo scouting di qualità.

Si conferma la bontà dei criteri di selezione e segmentazione del salone adottati dal marketing team di Pitti Immagine, orientato a presentare le novità più interessanti – di moda e di prodotto – provenienti dalle migliori aziende italiane e internazionali che fanno ricerca e innovazione di stile e materiali.

In termini quantitativi, i dati di affluenza finale hanno fatto registrare 19.400 compratori: l'estero si conferma sui livelli dello scorso giugno – con circa 8.400 buyer internazionali arrivati a Firenze, l'Italia è in flessione del 9% (il giugno 2016 fu l'edizione record degli ultimi dieci anni!); in totale si sono superati ampiamente i 30.000 visitatori complessivi.

"Come giudicare questi risultati? - si chiede Raffaello Napoleone, Amministratore Delegato di Pitti Immagine".

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"Dobbiamo pensare a cosa è successo alla nostra distribuzione: il retail classico si è molto ristretto, i consumi interni sono rimasti stazionari... un compratore di una grande piattaforma digitale acquista molto di più di ciò che può essere ordinato da una piccola boutique, sia pure di qualità. Insomma, tutto questo andamento riflette la sempre più stabile leadership internazionale del salone".

L'edizione di Pitti Uomo 92 ha segnato dei picchi notevoli in termini di ospiti internazionali. Fra questi c'è stato JW Anderson, apostolo della moda no-gender e artefice di sfilate sorprendenti e di grande impatto comunicativo.

Uno stilista capace di alternare slanci emotivi come i volumi oversize e trasgressioni proiettate verso anticipazioni del futuro.

Accanto alla partecipazione di Christian Loboutin con un evento speciale e alla sfilata di Hugo, brand d'avanguardia del gruppo Hugo Boss, ha suscitato una larga eco la performance di moda del marchio ultra cool Off-White C/O Virgil Abloh che ha presentato il suo menswear sopra le righe con una selezione della pre-collezione donna.

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Architetto e designer, Virgil Abloh si è sempre ispirato alla Bauhaus e a Mies Van Der Rohe fondendo Caravaggio e Rem Koolhaas e ha lavorato anche con Riccardo Tisci e Silvia Venturini Fendi riuscendo a spiazzare tutti con il suo lavoro che interseca fashion e streetwear.

Ma vediamo qualche spigolatura dalle tendenze delle collezioni. Il registro formale mixa lo sportswear; il naturale accoglie il tecnico, il chiaro enfatizza lo scuro, estivo e invernale si influenzano vicendevolmente.

La perdita di confini si rivela scoperta allegramente vertiginosa per collezioni che impongono una nuova trasversalità di uso e di pensiero.

La ricerca si applica a filati esclusivi come il fresco di lana stretch, l'abito da lavoro diventa lavabile in lavatrice e non si stira, la giacca in maglia di cotone bonded si presta a essere "maltrattata", senza presentare traccia di pieghe.

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Le silhouette suggeriscono un aspetto su misura ma rilassato e sono il nuovo biglietto da visita del globetrotter metropolitano. Le citazioni coloniali attraversano le collezioni e definiscono l'equilibrio tra materiali, colori e forme.

I lini, leggerissimi, sono cifra di distinzione, spesso mixati alla seta, i cotoni sportivi evocano un mondo avventuroso che strizza l'occhio alla ricerca senza dimenticare la tradizione di eccellenza dei tessuti heritage.

Le nuance sono morbidamente naturali: dal beige al nocciola, dal verde militare al marrone, combinati al blu navy e al bianco.

Un fit moderno influenza i must di stagione: la giacca in maglia di lino, la sahariana, le camicie con le mezze maniche e con il collo alla coreana, e i pantaloni dai volumi più morbidi che vedono il ritorno della pince.

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Eleganza e funzionalità per l'abito bianco in lino sovrapposto al gilet in seta, che la sera diventa un tuxedo nero in lino oppure una giacca da smoking in seta candida.

La materia parla il linguaggio dell'eccellenza anche su giacche e completi in lane lievi e fresche oppure strutturate, di ascendenza militare, tra blend di lino e cotone, cachemire senza peso, tessuti giapponesi, variazioni di solaro anche sulla maglieria, da sfoggiare sotto blazer oversize.

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