Al Pitti Uomo di Firenze è di scena il classico contemporaneo

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Pitti scalda i motori preparandosi all'appuntamento con la sua edizione più ricca e d'impatto come da anni non si vedeva.

Oltre a una folta schiera di stilisti avant-garde come Lucio Vanotti e di brand sperimentali ad alto tasso di innovazione, la vetrina fiorentina del menswear più ricercato e internazionale presenterà dal 14 al 17 giugno le ultime evoluzioni della creatività di Fausto Puglisi, già noto come direttore creativo della maison Ungaro, e il nuovo corso di Raf Simons.

L'ex direttore artistico delle collezioni donna di Dior, che proprio a Pitti qualche anno fa ideò un grande evento con il progetto creativo 'Il quarto sesso' precursore dell'estetica genderless.

Il suo più fervido assertore Alessandro Michele, osannato direttore creativo di Gucci, presenterà nel museo riservato alla maison della doppia G un libro iconografico di foto evocative del suo universo visionario, 'Epiphany'.
Pitti uomo Circle of gentlemen pitti 2016Firenze accoglierà con tutti gli onori anche Karl Lagerfeld celebrato da un grande evento a lui dedicato mentre nel cuore dello shopping del capoluogo toscano aprirà i battenti una boutique di Valentino, il tutto completato da Cartier che svelerà le declinazioni del suo mondo maschile in un fastoso palazzo storico fiorentino.

Ma al di là degli appuntamenti in calendario, sempre più nutrito e stimolante per la varietà e la ricchezza delle proposte, Pitti Uomo è sempre più un faro di stile e ricercatezza per capire, individuare e interpretare le nuove tendenze della moda maschile che verrà.

I gentlemen dell'estate 2017 vestiranno giacche confortevoli e versatili da portare in Costa Azzurra o nella canicolare metropoli dove il beach wear diventa quasi una divisa urbana.

La giacca è capo cult: macro armature e tessuti materici si sposano a capi svuotati. Texture e disegni con aspetto 3D, ton sur ton o a contrasto esaltano le trame e il comfort dei cotoni, accanto a check e righe mentre filone indipendente è la giacca effetto "maglia" in jersey.
pitti uomo 2016Design minimale, materiali di qualità, fattura manuale: perfetta sintesi e garanzia di uno stile senza tempo. Tre caratteristiche che distinguono molte delle collezioni in scena a Pitti Uomo ispirate all'estetica giapponese dove è in auge la contaminazione e il crossover al quale ci ha ormai abituato la civiltà digitale.

Borse in pelle, canvas e denim si modellano alla luce di uno stile unisex e vissuto. Fatti per durare nel tempo e per intridersi della nostra storia personale.

Tagli sartoriali si alternano a materie prime rilavorate e giustapposte. Per sentirsi moderni ma con un retrogusto old style.

Il capitolo della pelle poi scrive nuove pagine di ricerca, inventiva e avanguardia che conferiscono una sciolta freschezza al guardaroba maschile.
pitti uomo 2016 husky580Nuove alchimie tattili e materiche, finissaggi arditi, linee essenziali e tasche dai tagli geometrici, pellami liscissimi ottenuti attraverso speciali processi di rifinitura che donano un effetto naturale ed estremamente compatto.

La palette cromatica va dal grigio asfalto al blu oceano. Il must è il capospalla in pellami plongé a lavorazione "sottovuoto", tanto leggero da poter essere indossato senza fodera. Il rivestimento anti-goccia spruzzato sull'esterno lo rende perfetti anche in caso di pioggia.

Anorak, tuta e bomber interpretano un look sportivo a effetto comfort. L'artigianalità si evolve dalla tradizione alla vita vissuta di ogni giorno.

Forme geometriche e una tavolozza essenziale caratterizzano il porta laptop, la borsa tote e il portafoglio da viaggio, trasformati in pezzi iconici di design.

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La maglieria alterna toni pacati a titoli finissimi peso piuma come quella di Cividini che presenta a Pitti una suggestiva collezione.

Esotismi di lusso da DoppiaA che usa il tessuto delle divise da Kendo e la tela Massaua mutuata dal retaggio coloniale.

Gallo si ispira al Brasile con le sue ironiche calze 'Pappagallo' mentre Manuel Ritz, all'insegna del surfing Safari mixa sportswear e sartorialità, un connubio che è cifra inconfondibile dell'uomo che verrà, sensibile ma sicuro di sé come prevede il romanticismo hi-tech di Gabriele Pasini.

Enrico Maria Albamonte

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