Presentato Alive by Ludovica Amati

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Un elemento archetipico, quasi un feticcio dalla connotazione sacrale. Il kimono. 

Portato dalla dimensione ideale alla contemporaneità della donna, scissa fra l'anima dell'eterno femminino e l'esigenza veloce, vitale, della nuova antropologia weboriented. 

Ludovica Amati attinge a una profondità culturale rara e ai ricordi di famiglia che la legano a questo capo quasi endemicamente. 

Il gioco di vuoti e pieni della collezione familiare, i tagli netti e le forme ariose, vengono traslati in un nuovo codice espressivo, dotato di una suggestione esoticocharmante molto legata allo spriito nomadico di una figura moderna. 

Una donna con la pulsione del viaggio nel cuore e il desiderio di non perdere quella ritualità sottile capace di fare di un abito un unicum. 

Non a caso la modalità scelta da Ludovica Amati per fare vivere il suo progetto, battezzato Alive, è la rappresentazione scenica. 

Una performace viva, palpabile, capace di inglobare nella fisicità del modello la spiritualità dell'anima che lo indossa. 

Il minimalismo sottile e prezioso di Ludovica si esprime attraverso proporzioni asimmetriche e una selezione di tessuti purissimi, attentamente giustapposti per enfatizzare le differenti qualità di ognuno. 

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La seta parla. Attraverso la texture quasi lucente, i crepacci di scollature profonde e la danza di frange sottili apposte sulle sagome fluide a rappresentare un gioco quasi ritmico. 

Cuciture invisibili, dettagli quasi infinitesimali, inserti realizzati ad arte anche negli interni, importanti tanto quanto l'esterno, rivelano che la bellezza ha un codice interiore non trascurabile. 

Osservare gli abiti di Ludovica crea una sinestesia fra il visivo, neoromantico, e il profumo palpabile del passato che aleggia come cipria, giardini in fiore concretizzati nelle stampe insetto dalla consistenza eterea. Interamente fatte a mano. 

Il classico si spoglia di ogni rigore acquisendo una dolcezza nostalgica, il cui lessico è costruito su svasature, trasparenze di sensualità pacata, lavorazioni dal sapore nobile. 

La moda, qui, è esperienza vissuta che si fa veste. Codice emozionale che si innesta con schemi diversi dall'usuale. La sua ricerca estetica e concettuale include altre forme d'arte quali la musica, il cinema, la fotografia, in una
sorta di contaminazione eterna e senza confini. 

Al centro del mondo, la donna, vestale e sacerdotessa del quotidiano, sposa dell'alba e signora della notte, dualistica nel suo veleggiare fra sogno e decisionismo. 

Delicata come un'irradiazione lunare ma con la forza di mille samurai.

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