Pistacchio Verde di Bronte DOP

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Con un territorio costituito in buona parte da lave più o meno antiche e sovrapposte, in epoche diverse, agli antichi terreni argillosi calcarei di origine sedimentaria, Bronte, comune in provincia di Catania, si estende fino al cratere centrale dell'Etna con un'altitudine che va dai 380 ai 3350 metri.

È questo uno degli scenari paesag¬gistici più interessanti della provincia catanese sia per la conforma¬zione varia e sia per l'elevato grado di diversità biologica.

È anche un territorio ricco di mirabili foreste di origine vulcanica e di inesauribili itinerari lungo le pendici dell'Etna, sui versanti dei monti Nebrodi o lungo il corso del fiume Simeto. 

In questa isola naturale si produce il Pistacchio Verde di Bronte DOP, un frutto in guscio, sgusciato o pelato di piante della specie Pistacia vera, nella cultivar Napoletana, altresì detta Bianca o Nostrale. 

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Caratteristiche
Il Pistacchio Verde di Bronte DOP ha forma di semi allungati e poco compressi, delle dimensioni di un'oliva. Il colore del frutto sgusciato è rosso rubino esternamente e verde smeraldo internamente. Il sapore è fortemente aromatico.

I frutti del pistacchio, riuniti in grappoli, sono costituiti da drupe allungate, leggermente compresse delle dimensioni di un'oliva, di un colore che, nelle fasi dell'allegagione è di colore rosso e a maturazione varia dal verde-rossastro al bianco-roseo e al giallo-crema.

Ha un mallo sottile, che si sgretola facilmente, l'endocarpo allungato e un seme unico, aromatico, di colore verde chiaro (i produttori lo definiscono "rosso rubino fuori, verde smeraldo dentro"). 

Estremamente gradevole è il sapore del frutto allo stato fresco. Il Pistacchio Verde di Bronte DOP presenta caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono rispetto al pistacchio coltivato in altre aree siciliane o estere. 

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Frutto di alto pregio, è molto apprezzato e richiesto nei mercati europei e giapponesi per le dimensioni e l'intensa colorazione verde. 

Proprietà nutritive
Il Pistacchio verde di Bronte è una pianta ricca non solo di sostanze ad alto valore nutritivo, ma anche di numerosi principi attivi utilizzati in campo medico.

L'attività antiradicalica delle sue sostanze è sfruttata in molte patologie quali le malattie cardiovascolari, l'arteriosclerosi, alcuni tipi di demenza inclusa la malattia di Alzheimer e per migliorare la qualità della vita durante l'invecchiamento e in corso di malattie croniche.

Ricco di proteine e di grassi, il seme di pistacchio, fra la frutta secca, garantisce il maggior apporto calorico: per ogni 100 grammi 683 calorie, a fronte delle 649 della noce, le 603 della mandorla, le 598 dell'arachide o le 655 della nocciola.

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Contiene mediamente più del 20% di proteine, il 50/60% di olio (ad altissimo contenuto in acidi oleici: 68% di oleico, 17/19% di linoleico, 12% di palmitico), poi zuccheri, in particolare glucosio, vitamine, in particolare il precursore della vitamina E, e sali minerali.

È particolarmente ricco di ferro (100 gr. ne contengono 7,3 mg come mezzo chilo di manzo!), calcio, fosforo, potassio e di zinco, fondamentale per la fertilità maschile. Buono anche l'apporto di magnesio che contribuisce al buonumore. 

Zona di produzione
L'area d'elezione ricade nel territorio dei comuni di Bronte, Adrano, Biancavilla (Provincia di Catania). Deve essere compresa tra i 400 e i 900 m di altitudine. 

La zona delimitata è caratterizzata da suoli che evolvono su substrati di origine vulcanica. Il clima è mediterraneo subtropicale, semiasciutto, con estati lunghe e siccitose, piovosità concentrata nel periodo autunnale e invernale con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte.

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Questi fattori conferiscono al frutto particolari caratteristiche di qualità (colore verde intenso tipico del territorio, forma allungata, sapore aromatico e alto contenuto in acidi grassi monoinsaturi dei frutti).

Cenni storici
Il pistacchio (dal greco Pistàkion) è una pianta originaria del bacino Mediterraneo (Persia, Turchia), coltivata per i semi, utilizzati per il consumo diretto, in pasticceria e per aromatizzare gli insaccati di carne.

Non è esagerato dire che è una pianta vecchia tanto quanto il mondo. Era noto e coltivato, infatti, dagli antichi ebrei e già allora ritenuto un frutto prezioso. 

Ma era già noto alle popolazioni orientali: Babilonesi, Assiri, Giordani, Greci sin dal III secolo a. C. come pianta dai principi curativi, potente afrodisiaco e come antidoto contro i morsi degli animali velenosi, chiamato secondo alcuni "fostak" o "fostok" e derivante secondo altri dal persiano "fistij". 

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La coltivazione diffusa del pistacchio in Sicilia fu introdotta attorno al 900 dopo Cristo in coincidenza con la presenza araba nell'isola. I mori ne iniziarono la coltivazione "inestando li salvatichi cò la coltivazione diventano domestichi", per via di marze. 

La coltivazione fu introdotta in particolare sulle pendici dell'Etna, dove trovò l'habitat naturale per uno sviluppo rigoglioso e peculiare. Ancora oggi il Pistacchio Verde di Bronte caratterizza e tipicizza i dolci siciliani e in particolare quelli dell'area catanese.

A riguardo si ricordano il famoso gelato di Pistacchio Verde di Bronte, i torroncini, nonché i pasticcini secchi a pasta di Pistacchio Verde di Bronte.

Consorzio di Tutela del Pistacchio
Verde di Bronte DOP
Piazza Azzia,14
Bronte (CT)
tel: 095.7723659
fax: 095.691373
www.consorziopistacchioverde.it 

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